Teologia dal basso
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L'etica individuale sociale ambientale

L’etica riguarda i comportamenti umani. Essi modificano il mondo, mettendo in campo elementi di libertà. Non è solamente la presenza fisica, ma sono le decisioni prese dagli esseri umani a inserire nel mondo cambiamenti e processi. I comportamenti umani sono carichi di responsabilità. Di questo si occupa l’etica. 

 

Se fossimo semplicemente animali sarebbe sufficiente l’etologia a spiegare i nostri comportamenti. Se fossimo robots basterebbe l’abbinata di ingegneria ed informatica. Essendo umani, invece, ciò che facciamo è sottoposto a dinamiche più evolute, quelle della libertà personale. Si apre così il campo della responsabilità: ciò che succede nel mondo ci può essere attribuito, seppure con delle attenuanti. La responsabilità umana è limitata, ma reale. Ecco il campo dell’etica.

 

L’etica contemporanea ci porta a guardare i comportamenti umani a livello individuale, sociale, ambientale. Fin dai tempi degli antichi filosofi greci, abbiamo imparato a conoscere meglio il livello individuale. Qui abbiamo scoperto l’importanza delle regole di comportamento che fanno assumere a ciascuno una responsabilità individuale sul mondo. Le virtù cardinali della giustizia, prudenza, fortezza, temperanza sono una formula con cui dire tale responsabilità. L’elaborazione di elenchi di virtù da coltivare e di vizi da estirpare, di doveri, di compiti, di norme morali … è diventato un lavoro continuo dell’etica classica. È innegabile che ciascun essere umano deve disciplinare innanzitutto se stesso, darsi regole a cui sottostare. In questo modo viene riconosciuta la responsabilità individuale.

 

L’etica, tuttavia, non si esaurisce a questo primo livello. Nell’epoca contemporanea è cresciuta la consapevolezza della responsabilità collegata alle dinamiche sociali. La responsabilità umana è anche sociale, non semplicemente individuale. La vita in società non è la risultante di molteplici comportamenti individuali. Introduce anche dei processi che sono sovra-individuali e tuttavia oggetto specifico dell’etica. Le azioni umane sono inserite dentro processi sociali e determinano evoluzioni proprie di essi. In altre parole ciò che facciamo personalmente è figlio di quella società che, in quanto esseri umani, andiamo costituendo. Ci creiamo le condizioni sociali del nostro agire individuale. Allo stesso tempo siamo responsabili delle condizioni in cui mettiamo gli altri esseri umani, appartenenti alla società attuale o a quella futura. 
Qui sta il senso dell’etica sociale. Non è semplicemente un’estensione dell’etica individuale, applicata alla vita in società. E’ un nuovo punto di vista. Non è un campo dell’etica, ma una sua evoluzione. Uno sguardo più attento sulla responsabilità umana ci rende consapevoli di non poter considerare le nostre azioni come fatti privati, individuali, senza conseguenze rilevanti per la libertà altrui. Non esiste un’etica del recinto privato, indipendente dall’etica della società.

 

Il passaggio all’etica sociale è una evoluzione rilevante per l’etica. Altrettanto rilevante è l’evoluzione attuale che sta portando l’attenzione su un nuovo livello dell’etica, quello ambientale. Anche in questo caso non si tratta di estendere i principi dell’etica individuale ai comportamenti che hanno a che fare con l’ambiente. La concezione forte di etica ambientale è più ampia: riguarda la responsabilità per gli ambienti in cui avviene l’umanizzazione. Siamo figli non solamente della società, ma anche degli ambienti. Ambiente è la stanza in cui dormiamo, la casa dove si svolge la nostra vita quotidiana, il luogo fisico e morale del lavoro, la città, la nazione, la comunità internazionale. Ambiente è l’insieme organico e complesso delle condizioni che costituiscono la vita naturale degli umani e di tutti i viventi (gli ecosistemi). 
Gli ambienti vengono modificati dai comportamenti umani, fatti evolvere, portati a cambiare. L’analisi di questi effetti ambientali del comportamento umano porta a nuove concezioni dell’etica, sovra-individuale e sovra-sociale. Questo nuovo punto di vista non è riservato ad alcuni ambiti di azione, ma è esteso a tutto ciò che facciamo. In privato o in società interagiamo con gli ambienti e li modifichiamo. Così creiamo le condizioni entro cui porre le nostre azioni umane e quelle degli altri che vivono insieme a noi oppure dopo di noi.
Cogliere la novità dello sguardo ambientale richiede cambiamenti di mentalità a cui spesso né l’etica classica, né quella sociale sono già preparate. Una volta acquisito questo sguardo, esso va portato a riconsiderare tutti i comportamenti, compresi quelli ritenuti più individuali. Ogni azione che compiamo è ambientata e modifica gli ambienti di vita. La responsabilità che ne deriva non è secondaria. Non si tratta semplicemente di decidere la tinta che si vuole dare alle pareti di una stanza, ma di determinare le condizioni in cui favorire o sfavorire la vita, promuovere o far regredire l’umanità.

 

La pazienza dell’etica richiede di tenere insieme tutti i suoi livelli: individuale sociale ambientale. Oggi dire questione etica significa porre l’attenzione su questi tre livelli di responsabilità del nostro agire umano. In caso contrario si rischia di cadere in sterili moralismi (che caricano tutto il peso di ciò che succede nel mondo sulle spalle dei singoli individui). Altre volte si cade in ideologie sociali, che riducono le azioni personali ad essere semplici tasselli di grandi sistemi. Altre volte ancora si rischia di restare invischiati in ideologie ecologiche, che fanno assorbire l’umano dentro il ciclo della natura, senza riconoscerlo come un soggetto unico proprio per la capacità di assumersi la responsabilità etica.

 

Giuseppe Pellegrino
SCUOLA DIOCESANA FORMAZIONE TEOLOGICA - Cuneo

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