Teologia dal basso
Teologia dal basso

focus del mese

Sguardi famigliari

La famiglia è oggi in difficoltà perché sembra una realtà superata. I cristiani continuano a credere in essa, senza idealizzarla. Ritengono che partendo dalla famiglia si possa costruire la vita sociale in modo più umano. La famiglia è fatta di figli, madri, padri, sposi, fratelli. Ognuno di questi è un punto di vista con cui guardare la vita. E’ anche una postazione di partenza, da cui si ricevono i compiti concreti per portare avanti la strada personale. 

 

Nella famiglia ci sono i figli. Ognuno di noi, che sia sposato o meno, è figlio di una madre e di un padre! Nessuno si è fatto da solo! Nessuno ha deciso se e quando nascere, né perché venire al mondo. Ci siamo trovati voluti e generati da altre persone. Tutti siamo in famiglia, perché abbiamo dei genitori. Che siano ancora presenti o che non ci siano più, che si siano comportati bene o male con noi, sono la nostra origine. E noi siamo i loro figli!

 

Nella famiglia ci sono le madri. Con il loro corpo hanno dato ospitalità, nutrimento, calore, affetto ai figli. Ogni neonato è come un frammento che si stacca dalla roccia della vita. Ogni madre è figlia della propria madre e continua le generazioni. L’origine è comune per tutti. Il grembo delle madri ci ricorda continuamente questa dipendenza fisica. Stacchiamo il cordone ombelicale, ma non smettiamo di dipendere dalla natura, dall’aria, dall’acqua, dal cibo, dal metabolismo del corpo. A questo possiamo dare il nome di «madre natura» o «madre terra». Ma ognuna di queste madri ci dà la vita attraverso quella che ciascuno chiama semplicemente: «mamma».

 

Nella famiglia ci sono i padri. Ogni figlio deve dire grazie ad un padre per la propria venuta al mondo. Il padre per ciascuno è uno solo, ha un nome ed ha la propria responsabilità: è stato lui a dare l’inizio! Che l’abbia voluto o meno, che ne fosse consapevole o ignaro, che ne sia stato felice o preoccupato … è lui il padre! Il suo ruolo è impegnativo fin dall’inizio. Non ha il peso della gravidanza, ma quello di una domanda implicita che viene dal neonato: «perché mi hai voluto? Per quale scopo? Che cosa ti aspetti da me?». Ogni nuova creatura umana inizia il cammino a partire da desideri e progetti che sono di altri. Poi inizia a formulare i propri e a confrontarli in particolare con quelli del padre. Se il padre non ha progetti, il figlio dovrà costruirseli con più fatica da solo. Se il padre ha progetti già troppo definiti, il figlio dovrà con altrettanta fatica prenderne le distanze.

 

Nella famiglia ci sono gli sposi. Quando la vita di un uomo e una donna iniziano a fondersi e diventare una cosa sola, i rapporti con tutte le altre persone cambiano. Una persona è diventata esclusiva. Certamente si possono continuare attività proprie, avere compiti divisi, coltivare interessi personali diversi, ma nella vita da sposi tutto quello che si fa viene misurato con l’altra persona. La vita degli sposi ricorda a tutti che per amare l’umanità bisogna amare una persona per volta, partire da cose concrete e quotidiane, coinvolgersi completamente e spesso sacrificarsi. 

 

Nella famiglia ci sono i fratelli. Guardandosi, riconoscono di provenire dalla stessa origine. Hanno un medesimo padre e/o una medesima madre. Sono accumunati da un medesimo progetto o dalle difficoltà a costruirlo insieme da parte dei loro genitori. Partono da lì, da quello che ricevono e dal futuro che viene preparato per loro. Hanno stessa origine e stesso destino. Ma sono diversi uno dall’altro e questo li può aiutare a trovare un confronto, a parlarsi. Oppure li può spingere a competere, a guardarsi con sospetto, invidia e gelosia. Chi è figlio unico perde questa opportunità, ma cercherà fraternità in altri, nei cugini, negli amici, nei colleghi. Con loro vivrà la condivisione della vita e le competizioni. Difficilmente si può vivere senza fratelli e sorelle, nella propria casa o nella vita sociale.


Nella famiglia ci sono anche coloro che sono rimasti soli, i single, i solitari, gli emarginati, le vedove e i vedovi, i separati, quanti sono lontani dalla famiglia o sono fuggiti dalla propria madre o padre o moglie o marito o fratello o sorella. Ma anche per loro il legame con madri, padri, fratelli e sorelle difficilmente si può annullare. Il loro sguardo sulla vita ricorda che nessuna famiglia è perfetta e che nessun legame umano è in grado di rispondere a tutte le aspettative. Un po’ di solitudine è riservata a tutti, anche se alcuni, in certi momenti, ne hanno un carico più grande.

 

Giuseppe Pellegrino
SCUOLA DIOCESANA FORMAZIONE TEOLOGICA (CUNEO)

dettaglio iscriviti alla
  newsletter
Commento al
vangelo della settimana